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Strutture/infrastrutture

Durata: 90 mesi (Gennaio 2018 - Settembre 2023)

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Associazione/Federazione

Microinquinanti e Contaminanti Emergenti (MIE) nelle acque lombarde.

La protezione delle acque in generale e in particolare quelle destinate al consumo umano sono il tema centrale delle aziende del servizio idrico integrato, che agiscono in relazione alle linee guida dettate dalle normative comunitarie e nazionali. In questa direzione le utilities stanno ampliando le categorie dei possibili inquinanti (ad es. i farmaci e i prodotti per la cura della persona) delle acque destinate alla potabilizzazione da inserire nei monitoraggi, ai fini del superamento dell'approccio "too late, too little".

Il Cluster e gli esperti dell’area di competenza Water Energy Nexus hanno individuato una fragilità, in senso lato, nel trasferimento delle informazioni dal sistema della ricerca a quello della gestione a causa della evidente accelerazione delle conoscenze sulla presenza di inquinanti tradizionali e emergenti nelle acque, molti dei quali non ancora normati.

All’inizio del 2018 il Cluster LE2C ha proposto a Regione Lombardia un Gruppo di Lavoro sui “Microinquinanti emergenti e prioritari” (GdL-MIE) con l’obiettivo di rilevare lo stato dell’arte delle conoscenze sulla presenza, diffusione, pericolosità ecc. dei MIE in Lombardia.

Con il GdL-MIE il Cluster ha contribuito, mediante la diffusione di informazioni dettagliate a scala regionale sul fenomeno degli inquinanti emergenti, alla definizione di strategie gestionali per la protezione dell'ambiente, facilitando nel medio periodo la messa in atto di azioni di contenimento della diffusione degli inquinanti e di innovazioni tecnologiche nel trattamento delle acque, incentivando la collaborazione tra settori della ricerca e delle università e con le imprese del settore nell’ottica della Strategia di Specializzazione Intelligente (S3), lo strumento utilizzato in tutta l'Unione europea per migliorare l'efficacia delle politiche pubbliche per la ricerca e l'innovazione

Al GdL-MIE hanno aderito su base volontaria i 15 enti della ricerca, delle università e delle aziende del servizio idrico integrato il cui elenco è riportato in calce a questa presentazione .

Alla raccolta delle informazioni hanno contribuito (Data Owner) sei rilevanti realtà lombarde (ARPA Lombardia, MM Settore idrico, Gruppo CAP, BrianzAcque, CNR-Istituto di Ricerca Sulle Acque, Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”) che si occupano di monitoraggio, studi e ricerche nei comparti delle acque superficiali e sotterranee, sedimenti, biota, acque reflue urbane e industriali, fanghi di depurazione.

Il lavoro del GdL-MIE è stato raccolto nel Rapporto pubblicato nel settembre 2020 dal titolo Inquinanti Emergenti” e presentato in un webinar organizzato dalla Regione Lombardia il 12 ottobre 2020.

Il documento affronta il problema degli inquinanti emergenti a scala regionale promuovendo un taglio metodologico innovativo per la gestione ed elaborazione dei dati, ma anche informativo preliminare dello stato della presenza degli inquinanti emergenti nei comparti acquatici e nelle acque reflue. Oltre al quadro delle informazioni, il documento presenta una sezione dedicata allo stato delle tecnologie di rimozione degli inquinanti emergenti da parte degli impianti di trattamento delle acque reflue e anche di quelle destinate all’uso potabile, che permette di cogliere le capacità di contenimento della diffusione nell’ambiente di questi inquinanti e il livello di protezione nel consumo umano.

Il rapporto, infine, affronta il problema delle microplastiche, supportato da un’indagine conoscitiva presso aziende del servizio idrico integrato, fornendo un’immagine orientata allo stato dell’arte della ricerca e alle attuali conoscenze di un fenomeno che solo recentemente ha iniziato a ricevere un forte interesse da parte della ricerca e che nel contempo negli ultimi anni ha stimolato l’attenzione e la sensibilità della popolazione.

Attualmente il Cluster si vede impegnato nel coordinamento della procedura di inserimento dei dati raccolti nell’ambito del progetto, da parte dei Data Owner, nella piattaforma IPCheM (Information Platform for Chemical Monitoring), voluta dalla Commissione Europea e sviluppata dal JRC (Joint Research Centre in Ispra). Il portale è dedicato alla condivisione dei dati ma soprattutto alla loro messa in comune nella Unione Europea nei settori del monitoraggio ambientale, bio-monitoraggio umano, alimenti e mangimi, prodotti e aria indoor.

Infine, con l’obiettivo di continuare a contribuire alla definizione di strategie gestionali per la protezione dell'ambiente, il Tavolo di Lavoro Microinquinanti Emergenti ha ripreso a lavorare sulla seconda fase del progetto che, partendo dai risultati ottenuti e pubblicati e dai gap evidenziati, possa affrontare in modo più ampio e dettagliato la questione legata alla diffusione di microinquinanti e microplastiche nell’ambiente acquatico lombardo.

Carmen Disanto

AGENDA 2030

6.3 Entro il 2030, migliorare la qualità dell'acqua riducendo l'inquinamento, eliminando le pratiche di scarico non controllato e riducendo al minimo il rilascio di sostanze chimiche e materiali pericolosi, dimezzare la percentuale di acque reflue non trattate e aumentare sostanzialmente il riciclaggio e il riutilizzo sicuro a livello globale


STRATEGIA NAZIONALE DI SVILUPPO SOSTENIBILE

PIANETA

II.4 Attuare la gestione integrata delle risorse idriche a tutti i livelli di pianificazione

PARTNERSHIP

V.1 Garantire la governance e l'accesso alla terra, all’acqua, alle risorse naturali e produttive da parte delle famiglie di agricoltori e piccoli produttori

VI.5 Promuovere l’energia per lo sviluppo: tecnologie appropriate e sostenibili ottimizzate per i contesti locali in particolare in ambito rurale, nuovi modelli per attività energetiche generatici di reddito, supporto allo sviluppo di politiche abilitanti e meccanismi regolatori che conducano a una modernizzazione della governance energetica interpretando bisogni e necessità delle realtà locali, sviluppo delle competenze tecniche e gestionali locali, tramite formazione a diversi livelli

TEAM DI PROGETTO E SVILUPPO

Esterno:

IL GdL-MIE è costituito da oltre 50 ricercatori e tecnici di 15 enti diversi. Il modello di organizzazione è quello del “laboratorio” diffuso, in perfetta coerenza con l’organizzazione del Cluster Tecnologico Lombardo per l’Energia e l’Ambiente.

Il lavoro del team è coordinato da una segreteria organizzativa che fa capo al Cluster, coadiuvata da un supporto tecnico/scientifico formato dai referenti dell’Area di Competenza Water Energy Nexus, che si relazionano con quattro coordinatori di settore: database, trattamento delle acque e microplastiche, che a loro volta si avvalgono della collaborazione di oltre trenta esperti delle università e di enti di ricerca presenti nel territorio lombardo.

DESTINATARI

L’iniziativa è rivolta alle Istituzioni che operano nel settore della gestione della qualità dell’ambiente a vario livello di organi di governo regionale e provinciale; ai settori della formazione universitaria, terziaria professionalizzante e secondaria superiore; delle associazioni ambientaliste e, infine, al pubblico sensibile ai problemi ambientali.

Complessivamente hanno fruito del lavoro svolto diverse migliaia di soggetti.

Investimento
risorse interne

100.000€ solo da parte del Cluster LE2C più il costo delle risorse umane dei 15 enti aderenti al GdL (circa 60 persone)

Investimento
risorse esterne

In kind

RISULTATI E MONITORAGGIO

Il GdL-MIE si è proposto e ha realizzato una raccolta di dati di qualità dei microinquinanti tradizionale ed emergenti prodotti dagli Enti di monitoraggio e di ricerca lombardi.

Come già espresso in altra parte, alla iniziativa hanno aderito sei Data Owner (ARPA Lombardia, MM, Gruppo CAP, BrianzAcque, CNR-IRSA e IRFMN), che hanno portato alla raccolta di oltre 6,5 milioni di dati di qualità prodotti in un arco temporale di circa 10 anni. Di questi dati, oltre 975000 sono costituiti da microinquinanti relativi a 350 variabili di 7 comparti acquatici diversi che sono stati trattati ed elaborati, con il supporto coordinativo e di garanzia della riservatezza attuato dal Cluster, grazie alla collaborazione del Politecnico di Milano al GdL-MIE.

Gli indicatori di monitoraggio sono, quindi, costituiti dalle 6 banche dati fornite dai data owner, che sono già acquisite e, entro la prossima primavera, saranno anche trasferite da parte di ciascun fornitore, con l’assistenza del Politecnico di Milano e del Cluster, nel database comunitario IPCHEM, realizzato dal Joint Research Centre e con il quale il Cluster ha stabilito a tal proposito una collaborazione formale.

Stante la già acquisita disponibilità dei dati nei termini e nelle condizioni legali che sovraintendono la banca dati IPCHEM, le tempistiche del lavoro si possono distinguere in tre livelli: il primo, il trasferimento dei dati, che sarà completato entro l'estate/autunno 2022; il secondo, il completamento del lavoro di sensibilizzazione del GdL-MIE dei settori gestionali istituzionali verso azioni di indirizzo per il contenimento alla diffusione degli inquinanti, da un lato, e del miglioramento delle strutture depurative, dall’altro, che occuperà tutto il 2022; infine, il terzo, indirizzato alla crescita delle occasioni di sviluppo di nuove tecnologie industriali, che probabilmente richiederà un respiro temporale più ampio e dipendente da azioni di sostegno alla ricerca industriale applicata, come già realizzato a livello regionale negli ultimi anni.

Risultati tangibili: un report scientifico di 250 pagine

5 eventi di presentazione

Rapporto Inquinanti Emergenti”.

Nel volume sono messe in luce le criticità delle conoscenze nei comparti acquatici considerati (acque sotterranee, fiumi, laghi, acque potabili, acque reflue, sedimenti, matrici biologiche). L’ampia sezione dedicata allo stato delle tecnologie di trattenimento degli inquinanti emergenti da parte delle strutture depurative, sostenuta dai risultati di una indagine conoscitiva rivolta alle strutture lombarde, consente di cogliere lo stato dell’arte della capacità di contenimento della diffusione nell’ambiente acquatico di questi inquinanti. Con un approccio simile è anche affrontato il problema delle microplastiche, anch’esso supportato da una indagine conoscitiva presso aziende del servizio idrico integrato, fornendo in questo caso una immagine più orientata allo stato dell’arte della ricerca e sulle attuali conoscenze di un fenomeno fortemente in crescita in questi ultimi anni.

COMUNICAZIONE

Il Cluster, in collaborazione con gli Enti di Ricerca lombardi, le Università, le Aziende del Servizio Idrico Integrato ecc. nel corso degli ultimi due anni ha:

  • Avviato in Gruppo di Lavoro Interdisciplinare sui Microinquinanti Emergenti (GdL-MIE)
  • Organizzato nel giugno 2018 a Milano un convegno internazionale sui microinquinanti emergenti
  • Ha avviato una collaborazione formale con il Joint Research Centre sui MIE
  • Ha organizzato nel novembre 2019 una Tavola rotonda a Ecomondo a Rimini ed è previsto un intervento anche nel 2020
  • Ha realizzato due pubblicazioni: una rassegna delle normative europee e nazionali sui MIE, ed ha pubblicato a settembre 2020 il volume “Inquinanti Emergenti” che raccoglie il lavoro biennale del GdL-MIE ed al quale hanno collaborato 15 Enti e oltre 50 esperti
  • Evento di presentazione del Rapporto e dei risultati del GdL MIE ( 12 ottobre 2020)
  • Ha avviato un’azione di disseminazione dei risultati in convegni di settore (AIOL, SIDISA ecc.)
  • Dall'inizio del 2021 supporta i sei Enti fornitori degli oltre 975000 dati di MIE nel conferimento alla banca dati europea IPCHEM

Promozione dell’attività sui social del Cluster, Sito internet e newsletter.